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UBISOFT: UNA CARA AMICA RITROVATA (MOMENTO FEELS)


Alti e bassi. Questa è stata la mia storia con Ubisoft, da sempre. Con lei ho iniziato professionalmente nei videogiochi (poi vi spiego perchè), con lei mi sono arrabbiato, con lei ho intrecciato più volte il mio percorso. Ma dopo tanti anni, siamo ancora qui. E oggi è veramente (tanto) amore.
Il mio primo gioco Ubi probabilmente, a memoria, dovrebbe essere stato Zombi su Amiga. Parliamo di un gioco del 1986 seguito poi da tanti altri, fino ad arrivare a quello che è stata una delle mie prime vere fisse pensatissime: Ghost Recon. Di Ghost Recon ho parlato infatti milioni di volte: nel 2001 era insieme a Operation Flashpoint, il miglior tactical shooter sulla scena e lo è rimasto a lungo. Giocavo su Clanbase e sono persino stato nella storica nazionale italiana che ha battuto gli invincibili svedesi in uno dei tantissimi tornei organizzati da quel sito precursore del moderno eSport. Con Rainbow Six, stessa storia (ma giocavo un po' di meno). Rainbow Six però lo ricordo perchè, come scrivevo sopra, è così che professionalmente ho iniziato, da giornalista, la stagione dei press tour che negli anni mi hanno portato in giro per il mondo. Per Raven Shield andai a Parigi, da solo, incontrando nello scalo per Montreal quel Davide Latina che a Montreal mi portò poi altre 14 (quattordici) volte. Era la prima uscita da quando ero entrato in redazione. Dopo R6 infatti ero diventato l'uomo Ubisoft in Play Press e quindi a prescindere da rivista o prodotto toccava sempre a me. E di studi Ubi ne ho visti, insomma. Quelli sopracitati di Montreal, che erano appena stati costruiti durante la prima visita, con le persone che ci raccontavano come quel palazzone avesse cambiato la situazione occupazionale di quella parte della città. O a San Diego, dove avevano appena sostituito i catodici con gli schermi piatti, perchè tutti insieme accesi rischiavano di fondere l'infrastruttura dell'ufficio, sommando il caldo di quelle parti lì. Oppure Shangai, dove erano più gli italiani che i cinesi, a causa di una turnazione che prevede che gli impiegati passino un po' di mesi da una parte e poi da un'altra per assorbire il più possibile dai colleghi con background (culturali) molto diversi.


Ricordo una sessione di soft-air per una presentazione di GR con tanto di carri armati, elicotteri e guerra vera simulata o anche il primo incredibile viaggio per Far Cry, quando ancora Crytek era un team piuttosto anonimo, in un castello della Germania immerso in una foresta e un intero borgo agghindato a festa per l'occasione, raggiunto solo dopo un paio d'ore in balia di un autista ubriaco che ci condusse dall'aereoporto fino alla location indicata. Ubisoft ha fatto pubblicato il gioco di Playboy...presentato alla Playboy Mansion di Hefner...ma quello ve lo racconto poi, magari mettendo sul piatto un paio di ore chiusi in un ascensore con Ualone, Zave, Paolo Cupola e qualche altro mentre eravamo a caccia di un Rayman a caso. Ricordo l'annuncio di Splinter Cell, segnato da 8 pagine di cover story esclusiva su Game Republic e tante mail affettuose dopo aver chiuso il pezzo con una roba tipo: "dimenticate Metal Gear e mettete Snake nell'armadio che arriva Sam Fisher". Giovane e rebel. Ma poi Ubisoft mi ha fatto pure incazzare, negli anni, mica per scherzo. Ghost Recon, quel capolavoro di tattica e ragionamento che era nell'incarnazione originale, è diventato un gioco console, quando le console sono arrivate. Snaturato, velocizzato, rovinato, per quel che vedevo io. Così come il cuginetto dedicato al Team Rainbow, semplificato per andare incontro a un'utenza che cambiava dopo l'entrata in ballo di Microsoft, di Xbox e degli sparatutto via pad. In verità il vero Ghost Recon su PlayStation 2 era pure arrivato e il 6 che fu affibiato su PlayStation Magazine Ufficiale, fece ridurre gli ordini trade per Natale di oltre il 40% da parte degli operatori. Se mai vi foste domandati la differenza tra la carta di allora e quella di oggi. Nel 2006 dopo il passaggio in Leader (che distribuiva Ubisoft fuori dalla GDO), ho amato alla follia (incredibilmente) il primo Assassin's Creed. L'ho trovato meraviglioso, prima che iniziasse il suo declino dopo il capitolo successivo fino ad arrivare a ciò che abbiamo oggi. Eppure il film, recensito qui da Marcello, devo ancora vederlo.


A lungo, il mio gioco preferito è stato il sottovalutatissimo Silent Hunter (che ha sempre venduto una fucilata) ma pure HAWKS non mi è dispiaciuto. Troppo poco però per la mia amica Ubisoft, diventata poi negli anni, specialmente dopo l'arrivo di Ezio e specialmente in tempi super recenti, oggetto delle critiche di una community sempre pronta ad attaccare frontalmente. Ebbene, credo che il publisher tuttavia abbia risposto alla grande, con una serie di prodotti incredibilmente validi in serie che mi hanno personalmente inchiodato al monitor come pochi altri da qualche tempo a questa parte. Dopo il primo Far Cry presentato in quel castello tedesco, ne sono arrivati altri due che ho saltato ma l'open world di Primal invece l'ho gustato fino in fondo. The Division poi, che ve lo dico a fare: GOTY 2016 di EldaStyle, gioco con il maggior numero di ore giocate nell'anno, due personaggi di 30 e tante, tantissimo divertimento. La recensione è qui e come detto in occasione degli Eldawards, The Division è il sample perfetto di come lavorare bene, raccogliendo i feed degli utenti e sistemando i problemi sollevati dal popolo. Risultato? Underground e qui Survival, due DLC uno meglio dell'altro che hanno avuto il merito di riavvicinare al gioco anche quelli scontenti dopo qualche mesata a spasso per una New York a loro modo di vedere poco convincente. E oggi? Oggi, nuovamente, c'è in canna quel Wildlands che sono sicuro mi riavvicinerà alla serie ma soprattutto quel For Honor di cui leggerete in questi giorni, che è forse il mio gioco della vita per certi versi (sicuramente quello che mi sarebbe piaciuto sviluppare, oltre che giocare). Per la prima volta ho seguito tutto come un vero fanboy: closed alpha, closed beta, open beta. Tutto. Ed è sempre stato tutto più bello rispetto alla fase precedente. Stay tuned sul blog per tutta la settimana: review del gioco, unboxing della limited (l'ho detto!) e molto altro sul nuovo capolavoro (ho spoilerato) della mia vecchia, cara amica.