Passa ai contenuti principali

[XBOX ONE REVIEW] THE DIVISION


Tutti hanno scritto cose, milioni di persone giocano, Ubisoft festeggia i risultati finanziari di uno dei lanci più importanti e remunerativi di sempre e io, nel mentre, sono arrivato a una trentina di ore e passa di gioco nella New York di Massive.
Di come funziona e come non funziona il gioco, non voglio parlare perchè ormai tutto è stato snocciolato alla perfezione dai siti top, da una community gigantesca e da chiunque abbia messo mano a questo prodotto che per me, personalmente, è stato una bella sorpresa. Come sempre, il metodo utilizzato quando qualcosa mi interessa particolarmente è uno e funziona sempre: fottermene, fino alla release. Non ho visto video, non ho letto, non ho sentito altro che l'annuncio, senza stare dietro ad aggiornamenti vari e opinionisti last minute. Ho giocato la beta a febbraio, mi ha convinto. Fine. E la convinzione di qualche tempo fa si è trasformata in grandissimo divertimento adesso, dopo aver raggiunto il livello 30 in single player ed essermi attestato su un onorevole livello 20 in Zona Nera. Si i problemi ci sono, per carità, ma The Division è di fatto il mio primo gioco online (perchè chiamarlo MMO come fa qualcuno, è una stronzata) da un pacco di tempo a questa parte. E Destiny? Destiny mi ha preso, non condivido anche in quel caso le critiche per quello che di fatto è e resta un capolavoro di giocabilità, eppure non gli sono stato dietro oltre il necessario, abbandonando una volta raggiunto il cap, senza troppi problemi. E invece The Division che si, comincia ad essere ripetitivo una volta fatte tutte le missioni storia e cappato il personaggio, per il momento continua a farmi prendere bene girovagando per una Manhattan distrutta che nasconde una chicca (da vedere) dietro ogni angolo. Graficamente parliamo infatti di una roba maestosa, stracurata, sorprendente. Se c'è una cosa che proprio funziona, è quel misto di immersione e ansietta derivante dal setting, dalla storia del virus, dalle persone che chiedono aiuto in strada, dalla devastazione tangibile post fine del mondo (quello conosciuto, quantomeno). I contribuiti video legati alla scoperta di prove, rapporti di sopravvivenza, telefonini e tutto il resto, aumentano ancora di più la sensazione di esserci e la cura, anche per quel che riguarda il doppiaggio, è qualcosa di spettacolare.



Tornando al discorso ripetitività, certo, c'è poco da fare. Una volta raggiunto il famoso cap, si tratterà di cimentarsi di nuovo nelle stesse missioni a livello più difficile (con drop migliori), ma anche di affrontare le missioni giornaliere per i crediti Phoenix alla caccia della build migliore. Una build che sarà fondamentale proprio in Zona Nera, il potenziale infinito di The Division, l'area del PvP e del tutti contro tutti che ad oggi è regolata da dinamiche che non vedevo da un pezzo in un mondo (quasi) persistente. Di base l'azione è la stessa del single player ma il livello di difficoltà si impenna per la presenza di Elite cazzutissimi e, ovviamente, per quella degli altri giocatori. Giocatori che in un'ottica di equilibrio determinatasi in queste prime settimane, tendono a non pestarsi i piedi durante un'estrazione, nonostante la presenza dei traditori pronti a uccidere gli sprovveduti. Peccato che lo status sia un breve countdown perchè a me per esempio, piacerebbe vedere una roba alla Ultima Online, con un roster di PK da ricercare, costretti a vivere perennemente in questa zona. Anche l'impossibilità di tirare su un clan vero e proprio si riflette su questo punto (così come in tutto il gioco). La cosa che veramente va scolpita nella pietra invece è la qualità del netcode con un matchmaking che funziona da Dio su Xbox One e che consente join praticamente istantaneo in partite altrui, senza mai un filo di lag o un crash di qualche tipo. E considerando la mole di contenuti proposti, si parla di qualcosa di epico. E poi nel mezzo c'è tutto quello che gli altri vi hanno già spiegato: una storia bella e coinvolgente, fottilioni di armi da moddare a piacere, tre build differenti da costruire utilizzando skill personalizzabili, equipaggiamento di ogni tipo e tante possibilità di customizzazione del vostro alter ego. Ad oggi The Division vale tutti i soldi spesi. Brava Ubisoft.

VOTO 9/10