15 maggio 2016

VIAGGI, POSTI, BELLA GENTE: DOVE MI HANNO PORTATO I VIDEOGIOCHI


L'idea era quella di tenere una cornice con dentro ogni biglietto aereo utilizzato, per avere sempre davanti tutti gli angoli del mondo visitati. Non avrei mai pensato di rinnovare il mio ultimo passaporto con 40 timbri americani, un paio cinesi e tutti quelli non messi in Europa.
Vancouver, Toronto, Montreal, Seattle, San Diego, San Francisco, Los Angeles, Las Vegas, Atlanta, Austin, Raleigh, Irvine, Miami, New York, Dallas, Stoccolma, Uppsala, Helsinki, Copenhagen, Oslo, Amsterdam, Colonia, Francoforte, Salisburgo, Monaco, Berlino, Parigi, Montpellier, Nizza, Lione, Londra, Manchester, Brighton, Birmingham, Lipsia, Valencia, Donington, Brno, Montpellier, Shangai, Albuquerque, Edinburgo, Varsavia, Newcastle, Madrid, Barcellona, Bucarest, Edmonton, Zurigo. Ho cambiato il passaporto nel 2008 con 40 timbri americani, dicevo. Più o meno sono questi i posti visitati (a ripetizione in certi casi come Londra ovviamente, piuttosto che Los Angeles, Las Vegas o Parigi), causa videogiochi. Tralasciando paesini del cacchio dove poi, effettivamente, si svolgeva il press tour (da giornalista) o il meeting per altre questioni (per tutto il resto). E tralasciando, ovviamente, i viaggi fatti per puro sollazzo (tipo la Thailandia) e non finalizzati al lavoro, gli scali aerei e tutte quelle robe inutili lì. La bella abitudine di conservare ogni biglietto aereo dal 2001 in poi. Sono a 550 voli in 15 anni di lavoro che sono poco più di 3 aerei al mese in media! Considerando quei periodi in cui mi sono spostato meno (il primo anno di Play Press, il terzo di Leader e il primo di Eurogamer), ricordo con terrore (volare non mi piace) mesate intere all'estero ai tempi della redazione (perchè non funzionava come oggi con 1000 collaboratori per sito, in reda eravamo in 10 e facevamo tutto noi). Quando non c'erano gli unboxing, Patreon, LinkedIn con CEO presso me stesso e il mondo era più bello.

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