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[XBOX ONE REVIEW] FRU


Con il rilancio di EldaStyle avevo spiegato un po' la nuova linea che ha trasformato il blog in qualcosa di un po' più strutturato, più vicino a un sito dedicato a Xbox One e PC. EldaStyle è online da 10 anni ormai e pur avendo sempre parlato di sviluppo e sviluppatori, ho sempre evitato di recensire un gioco italiano. Poi ci ho riflettuto un attimo.
L'idea era quella di parlare del nostro paese in un'apposita sezione in cui raccontare le varie realtà di sviluppo e contestualmente, i prodotti. Però stavolta, a ben pensare, non sto parlando di un gioco italiano quindi tutto rientra pienamente nella direzione intrapresa a settembre. Si perchè FRU è un'idea italiana ma de facto il team di sviluppo che ci ha lavorato è composto da una paccata di studenti della NHTV di Breda che si sono messi insieme costituendo Through Games. Ora quindi, teoricamente, dovrei procedere parlando di gameplay, livelli, feature e tutto il resto ma questa volta non andrà così. Questa recensione sarà un po' differente perchè come dicevo sopra, alla fine, la chiave di tutto è che l'idea alla base del gioco è italiana e questo gioco, per me, rappresenta una sintesi di un miliardo di cose che rispecchiano sia la realtà nostrana, che quella indipendente. E un sacco di altre cose. Nel 2014 avevo appena messo in piedi Storm in a Teacup e a San Francisco sono andato a pitcharlo. Da quel viaggio, è arrivata la firma con Microsoft, l'esclusiva e tutto il resto. In quell'occasione FRU era stato già annunciato, era giocabile ed è stato coperto sostanzialmente da tutti i media più importanti del mondo, per la genialità sposata all'utilizzo del Kinect che all'epoca era ancora supportato ufficialmente e che viaggiava ancora in bundle con la macchina. Al successivo E3, ho presentato NERO a porte chiuse al booth MS. FRU era giocabile in showfloor e praticamente quasi chiuso.



Tutti i media, nuovamente, parlavano della più fantastica trovata per valorizzare un Kinect sempre più in crisi e dell'estremo divertimento nascosto dietro a un concept così difficile da pensare ma semplicissimo, alla fine. Arriva Colonia e noi ci siamo nuovamente, con il primo in-game. FRU non si trova in fiera e un po' mi preoccupo. Perchè dopo tanti anni, di situazioni così ne ho viste troppe. Novembre, Games Week a Milano. Microsoft decide che per un gioco italiano, il primo hands-on pubblico va ad una fiera italiana e noi ci siamo. Qui capisco tante cose. Il genio dietro a FRU si chiama Mattia Traverso e questo probabilmente lo sapete tutti. In un certo senso, punto Mattia da quando partecipò all'IGF appena diciottenne con un altro prodotto con cui non ha mai concluso niente, dalle enormi potenzialità. Gliel'ho chiesto tante volte, negli anni. L'ultima delle quali proprio in Storm, quando dopo mesi di discussioni, è arrivato per firmare un contrattino non da poco, per poi ripensarci una volta in ufficio da noi (e non l'ho neanche menato, pensate). Mattia a Milano, da giovane indie, non s'era organizzato neanche per andare a dormire quindi me lo sono portato a casa scarrozzandolo con il taxi, a cena e tutto il resto. A casa, ho capito tutto: "Guarda qui Alberto, il nuovo FRU". Anche questa volta niente botte, ma ci sono andato vicino. Di base, con un gioco pronto per la release nel 2014, con gli occhi del mondo puntati sopra e tutto perfettamente funzionante, un designer (e con lui gli altri) decide di rifare completamente il lavoro da capo. Perchè? Perchè non gli piaceva. Il concetto del non piacere è magnifico e in ambito indie esce praticamente fuori ogni giorno, come se significasse qualcosa. La cosa drammatica è che Mattia lo sapeva. Lo sapeva ma ha scientemente deciso di fare una cazzata perchè "se non le faccio adesso le cazzate, quando?".


Estate 2016, due anni dopo. NERO è uscito nel maggio del 2015 su Xbox One, poi è uscito ENKI, poi ad aprile NERO su Steam e un paio di settimane fa release su PS4. Intendiamoci, non è celodurismo come molti di quelli all'ascolto andranno a sottolineare senza capire un cazzo come sempre. Semplicemente è un lavoro di pianificazione che ha portato un'azienda a sapere cosa avrebbe fatto dopo la release principale in un progetto di lungo termine. Nello stesso tempo, Mattia, per sua scelta, invece di fare uscire FRU e il suo sequel, ha ricominciato da capo. FRU arriverà in digital su Xbox One il 13 luglio, a meno di 10€ (ovviamente nel 2014 sarebbe potuto uscire al doppio). Ora, tralasciando una serie di questioni anche legate a problemi di Microsoft stessa (il mondo non lo sa ma nell'estate del 2014 c'è stato un reimpastone che ha fatto saltare una marea di accordi già presi, giri di soldi folli e via dicendo), io sono triste al pensiero dell'enorme occasione sprecata. E non parlo del gioco ovviamente, che è fico come prima, funziona come prima e diverte come prima. Parlo anche un po' della scena nostrana, come dicevo in apertura. Dell'eroe che servirebbe all'Italia ho scritto qui. Mattia, un certo senso, poteva essere quella figura lì, nel deserto italico. E poteva cambiare tutto perchè l'exposure di FRU in quel momento storico, era quella di un gioco dai numeri importanti. Numeri importanti significano soldi, dinamiche che si attivano, possibilità di dire cose, anche in ambito locale. E ti stanno a sentire. Una volta ancora, no way. Tutto questo per arrivare dove? Al fatto che Mattia, 'sta cosa, l'ha capita. Ma era troppo tardi. Ecco, delle volte stare a sentire aiuta. Molto. Tutti.


Per quanto riguarda il gioco, è tutto nei trailer qui sopra (sia quello originale che quello rifatto): FRU è un gioco divertente con uno dei migliori design degli ultimi 20 anni almeno. E di giochi dal design che lascia il segno storicamente parlando, che siano totalmente originali, a me viene in mente sempre e solo Portal perchè poi il resto è stata robetta dettata dalla necessità di sfruttare periferiche tipo quella del Wii nella maniera più ovvia e banale possibile e niente più. FRU, nonostante tutto, ha ancora tutte le chance di fare il botto se Microsoft dovesse capire che potrebbe addirittura essere un buon modo di resuscitare quel Kinect posseduto, bene o male, da qualche milione di persone potenzialmente interessate all'acquisto. FRU è il gioco che spiega nella maniera più pratica ed efficace possibile tutto ciò che dovrebbe essere fare videogiochi a livello di design e tutto ciò che non dovrebbe essere fare videogiochi a livello di produzione. Da amare incondizionatamente relativamente al primo punto. Da studiare come sample di cose da non fare per il secondo. E in ogni caso, per non sbagliare, Mattia è uno stronzo compratelo e imparerete comunque qualcosa, se volete fare 'sto mestiere. E le cazzate, se qualcuno le ha fatte già al posto vostro, evitatele a tutti i costi.

VOTO 10/10