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REBOOT DEVELOP 2017: LO SPEECH SUGLI INDIE, GLI AMICI FICHI, UN VIAGGIO MOLTO MIGLIORE DELL'ANNO SCORSO


Mi ero ripromesso di scrivere due righe su quello che per me è il migliore evento business in Europa, arrivato ormai al primo lustro di vita. Facebook mi ha fornito l'assist più opportuno per fermarmi un attimo e fare ciò che andava fatto.
Sul serio, è stato Facebook: un anno fa circa, infatti, si concludeva la trasferta in quel di Spalato per quel che è stata la mia prima presenza all'evento. Un viaggio magnifico, nato come una parentesi mista tra lavoro e relax nel momento in cui Gamera prendeva forma. Un viaggio pure allucinante, come potrete ricordare. Se non vi ricordate, potete fare un salto qui e farvi due risate. L'edizione 2017 invece è stata decisamente migliore dal punto di vista della logistica, nonostante non siano mancati i problemi. La novità più importante è che questa volta non sono andato come visitatore ma come speaker. Eh sì: alla fine del 2016 ho ricevuto un invito inaspettato, arrivato "per la qualità del lavoro che sto facendo con lo studio e per ciò che ho fatto negli anni passati". Una roba che fa pensare. Quel che faccio in Italia lo capiscono in 4, mentre fuori non solo lo sanno ma te lo riconoscono anche. Perchè l'invito, stringendo, per me è stato un gran bel riconoscimento. Non mi chiamano all'IGDS (che per carità, per quel che me ne frega) ma vado a tenere uno speech a Dubrovnik, joinando un roster di 100 e passa persone che comprende gente come Igarashi, Blow, Kiki Wolfkill, Tim Cain, Cliffy B., Suda 51, Desilets, il buon Chris e via dicendo. Quelli che i giochi li hanno fatti e li fanno sul serio, da quando ero un ragazzino in certi casi. Comunque, come dicevo, bene così. Stavolta niente macchina ma aereo ovviamente, grazie all'organizzazione. Peccato che per Dubrovnik, dall'Italia, non esista un volo diretto prima di maggio (e da maggio, neanche sempre), quindi uno scalo a Vienna per gradire e poi via verso King's Landing.


Tralasciando la bufera di neve in Austria con la neve in orizzontale e io pietrificato per tutto il viaggio, l'arrivo è semplicemente giunto con un paio di ore di ritardo ma l'importante era mettere il sedere per terra. Trasferimento allo Sheraton con proprio con Chris, atterrato insieme a noi ma convinto che fosse di nuovo Spalato, e un altro paio di virgulti svedesi di Starbreeze. Venue decisamente migliore dello scorso anno, in generale, anche se il cibo seppur buono non era a livello del 2016. Ma l'anno scorso era una roba troppo fuori parametro per essere avvicinata. Anyway, il mercoledì è stato il momento della cena degli speaker, in un ristorante magnifico vista mare sulle mura, con discorsi introduttivi vari e celebrazione dei numeri in crescita dell'evento. Sponsor principale, RIOT. Poi un giorno vi racconto una storia che mi riguarda e su quanto sono scemo, a proposito. A tavola sempre con Chris, ci ha raggiunto Alexis Kennedy di BioWare, un tipo di Nordeus di cui non ricordo il nome e Tim Cain, che è un altro dei miei miti dell'infanzia con cui abbiamo finito per passare delle giornate veramente intense a parlare di tutto tranne che di videogiochi. Anche se è sempre magnifico spiegare a queste persone come funziona il business in Italia, quali sono i problemi che abbiamo come company, come funzionano le tasse e via dicendo. "Ma non facevate prima a venire da noi?". Chiaro Tim, prima o poi ci arriviamo tanto. Una persona splendida comunque, alla mano, umilissima, simpaticissima. Proprio come qui. Lo speech, che secondo me è venuto particolarmente carino, è stato ovviamente sui problemi degli indie che si preoccupano solo di fare giochi e ignorano tutto il resto. Nel complesso, confermato il giudizio 2016: miglior evento di sempre a mani basse (dalla cerimonia di apertura, uno capisce già tutto).