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[XBOX 360 REVIEW] LARA CROFT AND THE GUARDIAN OF LIGHT


Natale così come l'inizio del nuovo anno, sono quei momenti in cui cerchi di dare una pulita al backlog ma è anche periodo di saldi e di acquisti compulsivi. Non sono mai stato un grande fan di Lara ma dopo il rientro in scena dell'archeologa culminato con un'esclusiva One niente male, mi sembrava giusto recuperare i due spin-off isometrici che non avevo mai giocato.
Nei Deals with Gold di inizio gennaio erano scontati sia Guardian of Light che Temple of Osiris e per meno di 10€ ho portato a casa un paio di prodotti che mi avevano sempre incuriosito ma non avevo mai avvicinato. Ho iniziato dal principio giustamente, accantonando per un attimo Xbox One e riaccendendo la mia bambina piccola per dare un'occhiata a questo action di cui si è parlato un gran bene a lungo. E ora capisco il perchè. Guardian of Light è un capolavoro. Un capolavoro di design, in primis, con una pletora di puzzle che non annoiano mai (neanche uno come me che si rompe facilmente le scatole in questo senso). Ma anche un capolavoro a livello tecnico, considerando che parliamo di un gioco del 2010 che fa ancora la sua porca figura messo vicino a tanti moderni esponenti del genere. Ho avuto la fortuna di giocare Guardian of Light in compagnia e se già la campagna single player non delude, in coppia viene fuori ancora più prepotentemente l'impressionante livello di qualità di questa perla targata Crystal Dynamics. La tettona più famosa eroina del mondo gaming è impegnata questa volta nel recuperare uno specchio magico con l'aiuto di Totec, un antico guerriero azteco schierato contro Xolotl, spietata divinità pronta a distruggere il mondo. Se Lara potrà contare come al solito sulle sue pistole, Totech potrà servirsi di una lancia e di uno scudo molto versatile. Con le prime, potrà aiutare Lara ad arrampicarsi così come con il secondo, dandole modo di appigliarsi in posti altrimenti irraggiungibili. Lo scudo ovviamente servirà anche per fornire copertura da attacchi magici, frecce e diavolerie assortite.



Di contro la tettona protagonista della saga, potrà lanciare un rampino su appositi ganci per trasformare Totec in una specie di funambolo in grado di camminare sulla corda tesa oppure issarlo direttamente consentendogli scalate degne del migliore arrampicatore. L'azione è dunque un alternarsi di enigmi eccezionalmente concepiti (per cui sarà necessario spremere a fondo le meningi) e combattimenti adrenalinici contro l'esercito di Xolotl, costituito da demoni assortiti, giganti fiammeggianti, ragni giganti, zombie e mostruosità varie. Non parliamo di una IA particolarmente sviluppata ma di sciami Diablo-like e di finti boss impegnativi il giusto, al normale livello di difficoltà. Ogni livello (e parliamo di aree costruite per il back tracking, non eccessivamente vaste) proporrà di volta in volta delle sfide utili per sbloccare armi aggiuntive (lanciarazzi, lanciagranate, mitragliatrici etc.) e location uniche legate ad un unico puzzle da portare a termine per conquistare un artefatto. Questi oggetti, aumenteranno le caratteristiche dei personaggi andando a influire su velocità, impatto delle armi, potenza delle bombe e via dicendo. Volendo trovare una pecca, va sottolineato come all'uscita, se non ricordo male, il gioco non avesse supporto multiplayer online, tuttavia aggiunto in un secondo momento quindi niente da dire. Nelle oltre 5 ore spese per portare a termine la campagna, un paio di crash e un freeze brutto ma nulla di più. Mi ripeto: capolavoro

VOTO 9/10