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PORTA A CASA ANCHE TU OCULUS RIFT A SOLI 742€ SPESE INCLUSE! IN OMAGGIO UNA BATTERIA DI PENTOLE


Il grande giorno è arrivato: dopo una lunghissima attesa è arrivata l'ufficializzazione del prezzo di Rift, arrivata dopo 48 ore dall'inizio della campagna per i preordini. Una roba a metà tra un pesce d'aprile e il rumore del Titanic che si stampa sull'iceberg.
Che costasse tanto, si sapeva già. Che rischiasse di costare troppo, pure. Ma la previsione realistica (anche la mia) era che il prezzo si aggirasse intorno ai 400€ e la speranza è che fosse qualcosa di meno per essere realmente un qualcosa da nerd ma comunque di appeal. E invece, ricchi 699€ e passa la paura, per un totale di 742€ spedito in Italia. Una cosa fuori parametro in ogni senso, dal punto di vista commerciale e anche per una banalissima questione di logica. Oculus Rift, che per girare avrà bisogno anche di un PC sicuramente non entry level (e quindi facciamo altri 1000€ a stare stretti), ha di fatto già un piede nella fossa per quel che riguarda il discorso gaming, che poi è quello che mi interessa. Negli ultimi mesi ho discusso a destra e sinistra di questo aspetto e dopo questa notizia, rido forte al pensiero dei tanti scambi avuti soprattutto con developer in erba che parlavano di mercato con potential B2C senza neanche sapere il posizionamento della periferica e il suo price point. Del resto dell'inutilità della VR nel mondo dei videogiochi e soprattutto del suo valore di business prossimo allo zero in questo senso avevo già scritto qui e oggi semplicemente rincaro la dose e rido fortissimo. La VR sarà il futuro, di questo sono convinto anche io. Ma come è ovvio che sia, ci vorrà del tempo e ci vorrà la massa per sdoganare una tecnologia difficile da capire. Ho letto e continuo a leggere di paragoni allucinanti fatti con smartphone e TV al plasma, in cui nessuno credeva e che costavano tanto. I telefoni e i televisori esistevano comunque già, con un secolo di storia alle spalle tra l'altro. Non si trattava di assorbire un nuovo modo di comunicare o di utilizzare un servizio. Qui parliamo di un visore da mettere in faccia, di mondi virtuali. Servirà il porno, i viaggi nei musei, Facebook. Se Apple vende a prezzi esagerati non vuol dire che il Rift possa essere venduto a prezzi esagerati. Non è la stessa cosa.


Passando per la massa, in un futuro ancora remoto, si tornerà ai videogiochi, da dove tutto era partito. E magari in quel caso, con una percezione diversa della periferica e un accessibilità maggiore, ci sarà un mercato che a queste condizioni purtroppo non esisterà mai. Pensare a un mercato che possa ritenersi tale su una previsione di una milionata di unità, come aveva fatto lo stesso Palmer Luckey, era già una follia. Un milione di device, non acquistati tutti per giocare per come lo intendiamo noi tra l'altro, non sarebbero stati un mercato. A questo prezzo, prima di avere una massa critica per cui varrà la pena sviluppare, ci vorrà ancora di più. E dai a parlare di pionieri, innovazione, coraggio se c'è chi non capisce che nel business esistono dei metodi per ipotizzare un ritorno dell'investimento e che "tanto venderò 50000 copie del mio prodotto allo stesso modo, sia con 1.000.000 di macchine fuori che con 50.000.000" è una stronzata di proporzioni colossali (ma che ho sentito sul serio). Insomma se volete aprire lo studio, once again, mollate il discorso VR perchè non gliene frega una mazza a nessuno e dopo questa sera sarà ancora peggio (se parliamo di videogiochi tradizionali che prevedono un supporto di qualche tipo in cui è più la spesa che l'impresa). Ho letto così tante puttanate sul futuro dell'industria italiana, vincolato anche a questi discorsi, che al pensiero sono indeciso se ridere o bestemmiare. Per poi realizzare che in fondo, più di provare a dare qualche consiglio, si può fare poco e niente.