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ANNO 1997, OGGI


In principio era stato Daggerfall. Per lui qualche anno prima, avevo cambiato il PC abbandonando per sempre l'Amiga e passando al primo desktop di casa mia. Poi arrivò Ultima Online, e fu il momento del modem 56k di Wind che faceva un rumore infernale, con bolletta a consumo rigorosamente sopra il milione il mese uno, perennemente connesso al mondo fantasy persistente che bramavo da sempre.
Me ne aveva parlato il mio amico David, che prima di me da amante della saga, era passato alla versione MMO del gioco che de facto ha cambiato tutto e ha gettato le basi di quello che oggi è il florido mercato dei giochi online di questo genere. Un prodotto che rappresenta probabilmente l'esperienza videoludica più importante di sempre (impossibile quantificare il numero di ore spese in giro per Sosaria tra il '97 e il 2002 su Europa, più le varie esperienze sui server unofficial per un paio di anni ulteriori, in rigogliosi mondi custom dai set di regole più disparati, come The Miracle o Zulu Hotel Italia). Era il 24 settembre del 1997 e Richard Garriott cambiava per sempre le regole, lanciando uno dei più grandi capolavori di sempre, ancora oggi vivo e vegeto su numerosi shard unofficial popolati da nostalgici e fanboy incalliti. Ultima Online, quasi 20 anni dopo, un termine di paragone per un genere intero sotto tutti i punti di vista. Nell'epoca di World of Warcraft e dei suoi cloni, UO brilla ancora per uno skill system hardcore che ad oggi resta a mani basse il migliore mai creato a mio modesto parere. Il PG era semplicemente ciò che faceva in-game, come il mio Eldacar 7GM e la sua potentissima alabarda. Tutto era gestito dal player, serviva abilità per sopravvivere su Sosaria e non c'era tempo per le whinate da niubbo. Morire significava perdere tutto, la pkappata al cimitero appena messo piede fuori da Britain era sostanzialmente una tassa da pagare. E poi centinaia di aneddoti, di persone, di eventi virtuali intrecciati con la vita reale. Un'esperienza fantastica, passata anche per un periodo da Seer (uno di quelli dello staff responsabile delle quest in-game, sia su Europa che su diversi shard privati) e uno da arredatore tra i più apprezzati del pianeta insieme al mio amico Jared. Altri tempi, altra vita. Un erede per UO? Forse Albion Online, da tenere d'occhio. E Shroud of the Avatar? Acerbo. Anche se le buone intenzioni non mancavano...