24 aprile 2012

GHEIM DESAIN ALL'ITALIANA


Qualche giorno fa avevo scritto due righe (di ampio respiro) sulla situazione italiana lato sviluppo, all'indomani della proposta di legge preparata da AESVI per favorire lo sviluppo degli studi nostrani, invischiati tanto quanto qualsiasi altra azienda italiana con il problemino in più del doversi confrontare con il mondo e non solo con i competitor locali. Nel post, che riprendeva poi un articolo di Giornalettismo, accennavo solamente al pessimo servizio di Tom's Hardware relativamente al discorso development, con l'inaugurazione di una sezione intera del sito (che muove numeri abnormi) dedicata al game design e ai game designer. Peccato che come accade puntualmente, tutto sia stato messo in mano all'ennesimo geniaccio, prodigo di risposte allucinanti a domande lecite, fatte da ragazzi semplicemente curiosi. Alla fine, prima che mi uscisse il sangue dal naso, non ho più resistito e ho risposto al volo a un post magnifico di quelli che valgono tutte le prese per il culo che riceviamo in giro e che dipingono un settore intero come una crew di mortadellari. Post già cancellato più volte, in attesa che qualcuno del sito mi caghi per spiegargli l'entità dei danni che questioni del genere causano, in genere. Per non farvi mancare un cazzo, tra le altre cose, potreste anche pensare di seguire degli incredibili workshop in cui vi verrà spiegato come funziona lo sviluppo, il publishing, la distribuzione e tutta la pipeline, grazie all'esperienza raccolta dai docenti nel famoso progetto...quello lì ecco. Proprio lui. Tanta roba.

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