18 aprile 2012

GIOVANI, ILLUSI E SPESSO IDIOTI: STUDIARE (CERTE COSE) OGGI


La Sapienza, ore 8.30: un esercito di formichine va a lezione e ovviamente non ci sono romani nel raggio di 100Km, P.zza Bologna ormai è una colonia del potente impero di Reggio Calabria!. Ridono, scherzano. Capita di incrociarli a pranzo, che discutono dell'esame che verrà.

Mi capita spesso di andare a pranzo fuori per degli appuntamenti a Roma ed essendo in zona (i nostri uffici sono a V.le Regina Margherita), mi capita altrettanto spesso di incontrare studenti con il libro aperto che parlano di questo o quello. La cosa agghiacciante, a mio modo di vedere, è che molti, la percentuale più grande, vivono in un buco spazio temporale e ignorano completamente quello che sta accadendo al mondo, a giudicare da ciò che sento. Fermo restando che tutti conoscono la quantità di merda in circolazione in ambito accademico (baronie, tangenti, lauree pagate, lauree vinte a furia di scapponci e tutto il resto), è sempre drammatico constatare quanto questi giovini siano completamente distaccati dalla realtà, quella che un domani li vedrà costretti a fare i conti con il mondo del lavoro. Quello che non c'è. C'è invece gente che pensa veramente di poter trovare un'occupazione studiando, oggi, filosofia. C'è gente che crede veramente che scienze della comunicazione, dia una formazione di qualche tipo. C'è persino gente che si dedica al giornalismo, senza mai sentir nominare la parola timone in tutto il corso di studio. Poi c'è la fetta ragionevole di questa torta: quelli con i piedi per terra che al termine di una conversazione al tavolo, chiudono i discorsi con i coetanei dicendo "fate il cazzo che volete, io appena finisco vado a New York". E magari passano pure per gli stronzi che scappano.

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