25 aprile 2012

LA QUESTIONE TOM'S HARDWARE: SVILUPPI, RIFLESSIONI E UN VIDEO PER CAPIRE

Per comprendere l'argomento di cui stiamo parlando, non dovete sbattervi troppo perchè tutto è iniziato con il post qui sotto (il video indicato nel titolo lo trovate alla fine del pezzo invece). In sostanza la situazione è la seguente: Tom's Hardware, che è un sito importante legato al gruppo L'Espresso, ha sempre dedicato grande spazio ai videogiochi. Ovviamente ai tempi di Leader, avevo un account dedicato che interloquiva con Andrea Ferrario, ancora oggi caporedattore del sito, per spingere i nostri prodotti visti i volumi di traffico generati e il prestigio del network per cui, fino a pochi giorni fa, nutrivo un profondo rispetto. Purtroppo, nonostante l'intenzioni di rendere un servizio ulteriore al pubblico, Tom's ha finito per fare una cazzata grande il culo di Valeria Marini (cit.), aprendo sul sito questa sezione qui. Che uno legge e pensa pure che è una figata magari, finchè non apre il primo articolo dedicato al gheim desain o non si trova catapultato sul forum a leggere puttanate che la metà basta.

Lo scenario è questo: per l'ennesima volta, una persona venuta dal nulla, che dovrebbe preoccuparsi unicamente di fare domande e ricevere risposte è stata messa da qualcuno (con autorità e credibilità) nella posizione di guru della materia, che alle domande risponde. Intendiamoci, di questi personaggi è pieno il mondo e a me (come a tutti gli altri) fottesega in linea generale, se non fosse proprio che qui ci troviamo a discutere, come accennavo, di un portale uber con numeri uber e un pubblico ampio e interessato pronto ad assorbire cazzate come fosse una spugna. Ma cazzate con la C sparata al massimo, tipo "un game designer deve fare il gioco che piace a lui e non quello che piace alla gente" oppure "i videogiochi in Italia si fanno gratis perchè nessuno paga" o anche "se vuoi fare videogiochi la laurea non serve, il game designer è il capo dell'universo e se vuoi studiare qualcosa vai allo IED".

A proposito: l'alternativa, parlando di formazione (che è perennemente in mezzo ai coglioni quando si tratta di queste situazioni) sarebbe un fantastico workshop di 8 ore secondo l'esperto. Un workshop in cui, oltre che di design, si parla pure di produzione, publishing, pipeline di sviluppo e tutto il resto. In 8 ore. Per quasi 300€. C'ho provato a resistere senza parlare ma dopo svariati giorni di link e grasse risate, ero ormai con la vena in fronte e il sangue dal naso, quindi, molto educatamente, ho tentato di far notare al pubblico del foro in questione quanto gli argomenti fossero trattati con superficialità e quanto fosse pericoloso immagazzinare info completamente toppate in arrivo da una fonte che, di fatto, tutto sembra essere tranne che autorevole.

Ho provato anche a fare la domandina magica che risolve sempre tutto, sperando di ricevere una sorpresina gradita, magari: "ma tu, che insegni, rispondi, illumini, parli...su che giochi hai lavorato?"

La risposta? Nessuna. Pare proprio che non si possa sapere nulla del signore in questione per misteriosi motivi di segretezza, nonostante in un'intervista recente (no, non l'ha fatta Mentana, si capisce) si parli di "decennale esperienza di game design" e in un'altra di quanto "la (sua NdE) compagnia stia acquistando sempre più importanza nel mondo dello sviluppo". Anche se in questo secondo caso non vale perchè il sito a fare le domande è il suo, a giudicare dalle info trovate in rete (o semplicemente da quelle confermate nel primo link di questo paragrafo)

In compenso è arrivato un moderatore biNbominkia ke pratikamente ha skritto ke avevo rosikato xkè non mi avevano dato un lavoro e kuindi avevo insultato uno ke in realtà ne sapeva più di me di videogioki. Lo ha scritto veramente. Con la K. A me. Con la K. Ah poi naturalmente hanno cancellato tutti i post, compresi quelli di chi aveva domandato lumi, perplesso dal fatto che le osservazioni del pregiatissimo articolo, fossero state demolite con imbarazzante semplicità.

Giuro che non avrei voluto imbarcarmi un'altra volta nell'ennesima situazione del genere ma non ce la faccio proprio a farmi i cazzi miei, delle volte. Non è niente di personale. Non lo è mai e ogni notte prego gli dei perchè arrivi qualcuno a dire che non ho capito una sega. Mi sento proprio male fisicamente anche se però mi dispiace pensare che qualcuno possa risentirsi per un post del genere. Certo è che riflettendoci mi dispiace anche essere preso per il culo quando vado in giro per colpa di altri o di avere a che fare con gente che possa pensare che il mondo dei videogiochi sia fatto di pirla che dicono cose a caso. Probabilmente non prenderò mai un caffè con certe persone ma mandare giù la bile è sempre molto peggio quindi un fragoroso sticazzi e passa la paura. La riflessione a monte  in ogni caso è facile facile.

Ma io dico: Tom's Hardware che vuoi fare un cosa pheega, scuola/ente/museo/whatever che fuori fare un workshop pheego,  testate giornalistiche e siti web vari che volete dare visibilità a iniziative che vi sembrano nobili e meritevoli di attenzione...ma diolamadonna, una ricerca sulle persone che state andando a contattare per fare domande/chiedere consulenze/organizzare cose...ma la volete fare, porco il clero? Che poi quando ci ridono dietro e non capiscono che mestiere facciamo (mia madre l'ha capito dopo 11 anni grazie allo speciale su Electronic Arts andato in onda su Nat Geo il 26 marzo scorso), ci domandiamo ancora perchè

Anyway, tornando per un attimo al discorso prettamente tecnico legato al game design, ho sentito un paio di amici con giusto un pelo di curriculum vitae (una dozzina di prodotti console fatti e finiti) che spero abbiano tempo di rispondere a una decina di domande a tema, giusto per fare luce su come stanno le cose almeno per quel che riguarda la singola professione del game designer (poca roba, in Italia). Vi lascio con un video.

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