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DA GAME THERAPY ALL'ADDIO A YOUTUBE: FEDERICO CLAPIS SALUTA E SE NE VA (E FA UN BEL CASINO)


Con i videogiochi ha solo marginalmente a che fare ma l'addio di Federico Clapis al mondo di YouTube è già una case history secondo me pazzesca su cui riflettere, su più livelli, per tutti gli interessati a questo mondo, comprese aspiranti star della GoPro e cultori dell'unboxing seriale dalla cameretta.
Giusto per capirsi: non ho mai cagato Clapis neanche di striscio, avendo visto giusto qualche video qui e lì con la fredda indifferenza con cui negli ultimi anni ho guardato youtuber vari a destra e sinistra andare e venire. Niente di speciale, qualche risata e la constatazione da una parte dell'incredibile responso di un target molto preciso, contrapposto a una folta schiera di haters uniti al grido di fai contenuti di merda. Un po' ciò che succede a tutti quelli che un po' di successo con YouTube l'hanno fatto e vanno avanti per la loro strada. La novità? Clapis ha fatto outing, pisciando in pratica su 5 anni di lavoro e ammettendo l'ovvio ossia di aver lavorato per ciò che serviva, per accumulare follower. E non per ciò che realmente amava. Clapis non ha fatto ciò che voleva ma ciò che andava fatto. Incredibile. Si chiama lavoro, pensate. In realtà devo ancora capire se la mossa è arrivata come lancio della nuova attività artistica o come sincero ultimo atto di una fase di vita importante per una persona tutto sommato normale. Di certo, a sensazione, tutto questo coglione che la gente diceva o che comunque sembrava essere, io non l'ho visto, anzi. Ho visto uno con le idee abbastanza chiare che si è preparato un bel piano B sfruttando le opportunità al massimo e costruendosi uno scivolo d'oro verso le sue vere passioni. Ma il punto importante su cui ragionare (tutti) è uno solo: Clapis si è forse accorto che la professione youtuber non esiste. Non è un mestiere ma un qualcosa di destinato a finire dopo molto poco e nel suo caso (più unico che raro) dopo cinema, TV, viaggi, libri. E soprattutto soldi. La colpa non è di YouTube del resto, se la gente non capisce.