04 ottobre 2016

[MOVIE REVIEW] ARQ


Tra una vasta scelta di serie originali prodotte da Netflix, capita ogni tanto di imbattersi anche in qualche film prodotto dal colosso dell'on-demand che ha migliorato la nostra vita di nerd. E capita anche che si tratti di un film parecchio interessante.
Orphan Black è stata una delle saghe più apprezzate in tempi recenti e Tony Elliott, il regista di ARQ, viene proprio da lì. Un buon punto di partenza, quindi, per una pellicola che vede tra i protagonisti Robbie Amell e Rachel Taylor, sempre più sulla cresta dell'onda. I due vestono i panni di sopravvissuti in un mondo distopico che ha esaurito praticamente ogni fonte di energia disponibile. Come se non bastasse, sono intrappolati in un loop temporale che li costringe nella stessa giornata ripetuta all'infinito. Giornata di cui conservano memoria e che non è esattamente una di quelle tranquille, come se non bastassero già tutti i problemi derivanti dalla fine del mondo ormai a un passo. Renton è un ingegnere e la sua ex Hannah una vecchia collega. I due sono legati a doppio filo da una storia complessa e molto particolare, che si dipanerà ad ogni risveglio giocando alla perfezione con i paradossi del tempo così ben raccontati in altre gloriose produzioni che hanno fatto la storia da Ritorno al Futuro in poi. Sullo sfondo, l'ARQ: un macchinario inventato da Renton in grado di produrre energia in maniera perpetua senza aiuto da parte di fonti esterne e quindi capace di salvare l'intero genere umano dalla rovina, tanto quanto di interessare una spietata corporazione decisa ad impadronirsene per i propri fini. Il loop temporale tra l'altro è diretta conseguenza del funzionamento dell'ARQ, al centro della vicenda tanto quanto i vari personaggi che interverranno nel tentativo di appropriarsene svelando l'arcano dietro le vite dei due personaggi principali e rivelando il passato di entrambi.



L'espediente narrativo è quindi ben congeniato e costruito attorno al concetto che ciò che sembra un trappolone è in realtà uno dei fondamenti del quotidiano: nessuno ha l'occasione di rivivere il passato e aver modo di cambiarlo rappresenta una possibilità incredibile di sfuggire all'autodistruzione. Sicuramente ARQ è una bella idea originale e anche se non parliamo di un film da Oscar, il punto di forza della produzione è il montaggio incalzante e il buon ritmo dell'azione, in un susseguirsi di situazioni, morti e restart che diventa fin troppo intricato in certi momenti ma che tuttavia funziona, arrivando ad un finale volutamente aperto che da un po' la sensazione di chiusura frettolosa e di un qualcosa di non sviluppato nel migliore dei modi. A parte questo comunque, ARQ è una bella sorpresa per chi fosse in cerca di una variante al solito sci-fi, con una storia avvincente e una coerenza alla base degli eventi che porta su un po' di ansia di quelle che incollano alla TV.

VOTO 7/10

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