15 giugno 2016

[XBOX 360 REVIEW] GAME OF THRONES


Certo siamo sotto E3 e la logica vorrebbe che si parlasse del futuro, più che del passato. Ma i traslochi sono una gran bella occasione per mettere in ordine cose, aprire scatoloni e riprendere in mano videogiochi lasciati a metà. Magari della generazione precedente. Tanto Game of Thrones è sempre attuale, no?
Presa dal sacro fuoco del licensing, Cyanide qualche anno fa aveva letto bene il mercato e si era lanciata su una licenza che nel giro di un po' di tempo, sarebbe diventata incredibilmente popolare. Missione riuscita, considerando che Game of Thrones è all'ottava stagione in TV e che (purtroppo) comincia a prendere la forma di quelle serie che vengono allungate ad ogni costo tra morti che resuscitano, storyline secondarie di dubbio valore e altre robe di cui parleremo poi in altre occasioni. La saggia scelta in termini di business resta comunque e nonostante del prodotto si sia parlato poco (dando una rapida occhiata all'internet che fu), credo che forse ci sia molto da salvare di questa produzione. Specialmente da appassionati della saga. Il Game of Thrones di Cyanide è un RPG vero, che si è avvalso della collaborazione di Martin e che come il precedente RTS (sempre Cyanide) ha dalla sua numerosi spunti interessanti. I protagonisti del gioco sono due: Mors, Guardiano della Notte famoso per la sua abilità nel cacciare i traditori dell'ordine e Alester, nobile rampollo di un'antica famiglia al soldo dei Lannister tornato a casa dopo un lungo esilio. Le storie dei due si intrecceranno, ponendo il giocatore nelle vesti dell'uno e dell'altro in diversi capitoli che fanno della componente narrativa, neanche a dirlo, una delle migliori componenti. La storia prende vita nei momenti antecedenti la prima serie televisiva e tanti volti noti del piccolo schermo saranno tra i protagonisti di questa avventura che ricalca le meccaniche viste in Dragon Age, con una componente action che in realtà può essere trasformata in una sorta di ibrido con la possibilità di rallentare il tempo e preparare una coda di azioni da far svolgere ai vari PG nel gruppo, oltre al principale.



Lo sviluppo di Mors e Alester passa per tutta una serie di abilità abbastanza standard con la possibilità però di servirsi di skill speciali sia per l'uno che per l'altro: Mors avrà a disposizione un cane mediamente incazzato utile sia in combattimento che in sessioni di ricerca tramite l'olfatto, per seguire tracce e trovare tesori. Alester potrà utilizzare il fuoco grazie al suo credo religioso, motivo della sua scomparsa e alla base della sua conversione da ricco viziato a eroe senza macchia disposto a salvare la sorella dalle mani di un pericoloso psicopatico raccomandato da Cersei, alla morte del padre. Interessantissimo il sistema relativo ai traits dei due protagonisti, mutuato da Rolemaster (sono sicuro al 100%): al momento della creazione potrete scegliere infatti delle caratteristiche uniche che, in positivo e in negativo, dovranno bilanciarsi rendendo per certi aspetti il vostro alter ego molto più forte in alcune situazioni e molto più vulnerabile in altre. Le critiche mosse a destra e sinistra da stampa e utenti, sono state indirizzate principalmente al comparto tecnico ed effettivamente già nel 2012, GoT non brillava esattamente per l'accuratezza degli environment o la bellezza dei modelli. Mettiamoci pure qualche animazione un po' ad minchiam poco curata e il cerchio si chiude. Ingiusti invece gli attacchi al sistema di combattimento che tutto sommato funziona con tutti i suoi limiti. Anche i bistrattati dialoghi, in cui sarà possibile sempre scegliere tra diverse opzioni, non sono poi così pessimi come dipinti anche se ovviamente, parlando a livello generale, con qualche attenzione in più si sarebbe parlato da un pezzo di un titolo imperdibile per gli appassionati del genere. Che invece resta solo un imperdibile per gli appassionati di GoT. Cosa che, purtroppo, io sono. Aggiungete serenamente un punto alla valutazione, se rientrate nella categoria pure voi.

VOTO 6/10

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