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[MOVIE REVIEW] HARDCORE HENRY


Ne hanno scritto di più probabilmente testate di videogiochi che magazine cinematografici e praticamente, di qua, ne parlano tutti. Le recensioni entusiastiche dipingevano qualcosa di epocale e per certi versi potrei anche essere d'accordo. Ma per molti altri decisamente no.
Hardcore rappresenta sicuramente una svolta dal punto di vista del linguaggio cinematografico e anche dal punto di vista tecnico: è il primo (vero) film girato interamente in prima persona e persino il payoff sulla cartellonistica promozionale sottolinea come ogni generazione, in fondo, abbia un film in grado di cambiare tutto per sempre. Io questo onestamente non lo so ma come dicevo poco sopra, probabilmente l'uscita al cinema qualcosa di certo l'ha cambiato. Paradossalmente però, in un settore attiguo che vede riconosciute delle cose (o almeno pensa di), semplicemente per i chiarissimi riferimenti al nostro mondo (evidenti alla ragione) che caratterizzano i 90 minuti di azione messi in scena dal regista Ilya Naishuller. Insomma Hardcore è una specie di manifesto dei videogiochi, con un'orda di giocatori pronti a rivendicare la paternità di uno stile tipico di un FPS qualsiasi, come se questo significasse poi qualcosa nell'economia della pellicola. Si, ok, è ovvio come Naishuller peschi direttamente dal mondo gaming anche dal punto di vista dei contenuti ma la verità, al netto dell'inedito punto di vista, è che Hardcore è un filmetto che vive di rendita proprio per questo e che è stato pompato un po' oltre il suo reale valore, magari anche giustamente per quel che rappresenta. Intendiamoci, il tempo passa e alcune sequenze sono veramente una roba pazzesca, ma a tratti pare veramente di assistere a un Call of Duty di qualche sorta, messo su schermo. E come mi è capitato più volte di dire, ben vengano le commistioni, ma i giochi sono giochi e i film sono film per un motivo.


I giochi, spogliati dell'interattività, diventano una rottura di cazzo nel 95% dei casi, senza avere possibilità alcuna di reggere a livello di intrattenimento come fossero, per l'appunto, pellicole. Hardcore è esattamente questo: un videogioco spogliato della sua componente interattiva e portato al cinema che essendo stato impostato in una certa maniera, interessa leggermente di più di quanto realmente dovrebbe. Sicuramente lascerà un segno, questo è ovvio, ma per me ad oggi oltre che ad essere un esperimento interessante, Hardcore è soprattutto l'incontrovertibile prova che i linguaggi di cui si parlava in apertura, esistono per un motivo. Un incredibile First Person Shooter non sarà mai un incredibile First Person Movie e viceversa. Mettendo da parte questi discorsi per un momento, volendo passare a un'analisi approfondita dei contenuti: spari, corse, tette, pelo, spari, superpoteri, spari, corse, sangue, spari, corse, esplosioni, di menare. Soffermarsi sulla trama sarebbe alquanto ridicolo (e in questo modo a mio avviso vengono tirati fuori tutti i concetti più importanti). Ah, non so perchè ma a proposito di gente che parla a caso e non si ricorda cose, giornalai e persone che scoprono robe solo quando diventano mainstream: Namco nel 2004 aveva fatto un gioco per Xbox che si chiamava Breakdown (di cui ho fatto la cover su XBM) che per molti versi, Hardcore, lo ricorda. Da quello poi ha copiato pure Vin Diesel per Riddick, prendendosi meriti non suoi. Dategli un'occhiata se avete uno scatolone funzionante che è un capolavoro.

VOTO 6/10