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LA STORIA DI BLADE RUNNER (N.2): IL FILM


All’inizio degli anni '80 Ridley Scott comprò i diritti di una sceneggiatura basata su uno dei libri di fantascienza più apprezzati dell'anno precedente, scritto da Alan Nourse. Libro che con la fantascienza aveva ben poco a che fare, in realtà.
Scott pensò tuttavia che il titolo poteva essere utilizzato per la trasposizione cinematografica del libro di Dick (che morì poco prima che il film uscisse nelle sale): Blade Runner infatti era il nome dell’unità incaricata di ritirare i replicanti. Nel 1982 dunque la pellicola vide la luce. Nome noto per la produzione, è stato senza dubbio quello di Sydney Jay Mead che aveva partecipato già ad Alien uscito nel 1979. Mead si occupò della creazione di ambienti futuribili e della realizzazione degli strumenti che Deckard usa nel film, tra cui lo Spinner (l'auto volante in dotazione alla polizia), il Voight-Kampff (affascinante strumento con il quale è possibile rilevare un replicante da un umano attraverso le contrazioni dell'iride) e l'Esper (analizzatore fotografico che permette di visionare le foto oltre le comuni due dimensioni). La colonna sonora è stata realizzata da Evangelos Odysseas Papathanassiou (in arte Vangelis). Il film si discostava molto dal libro e solo una parte dei temi trattati venne di fatto considerata. Il mondo raccontato nel libro è stato sostituito da una megalopoli multietnica in continuo movimento, popolata da personaggi differenti agli originali per etica e caratterizzazione. Vennero aggiunti poi molti altri temi come la pubblicità invasiva e lo strapotere delle multinazionali, conciliando uno stile narrativo molto più simile ad un noir che ad altro. La produzione incontrò non pochi problemi con il budget ridotto e le pressioni dei finanziatori che ritenevano i contenuti del film poco adatti al pubblico dell’epoca. Furono quindi inseriti i commenti fuori campo di Deckard (Harrison Ford) e venne inserito il lieto fine.



Il plot aveva lo stesso incipit del libro: ammutinamento dello shuttle, entrata in scena di Deckard da parte di Bryant e tutto il resto (la Tyrell, Rachel, i ricordi fittizzi, Roy Batty etc.). Una delle scene memorabili del film è senza dubbio l’incontro tra lo stesso Tyrell e Battycapo dei replicanti: una metafora dell’incontro tra uomo e Dio. Una scena molto forte ma di indubbio spessore con la memorabile frase di Tyrell: "La candela che arde con il doppio dello splendore brucia in metà tempo, godi più che puoi". Stesso dicasi per la morte dello stesso Batty, con il famosissimo: "ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare...". Il film appena uscito non riscosse il successo sperato, diventando un cult solo in seguito, al pari di 2001 Odissea nello Spazio e Metropolis di Fitz Lang. Il sicuro merito di Blade Runner è stato quello di condizionare l'immaginario collettivo dalla sua uscita fino ai giorni nostri. Il film è poi uscito in diverse edizioni: Director's Cut del 1992 e la Final Cut del 2007. Oltre ad una qualità video ed audio superiore (con supporto HD nella Final Cut), la sostanziale differenza rispetto alla pellicola originale consisteva nell'eliminazione della voce fuori campo di Deckard oltre alla rimozione del lieto fine (imposta forzatamente). Compresa nel prezzo l'aggiunta di una piccola scena di una ventina di secondi che vede Deckard sognare un unicorno stravolgendo totalmente la concezione del film e mettendo in discussione l'esistenza stessa di Deckard e di Gaff, altro personaggio importante della pellicola. Per cominciare, qui si parlava del libro.