28 luglio 2015

GAMIFICATION IS BULLSHIT


Se ne parlava stanotte su Twitter, dopo una mia citazione di Bogost che stavo seguendo sul social per altre questioni. Parlarne in 140 caratteri ovviamente è una roba impossibile, tant'è che al terzo scambio di battute non si capiva più una mazza, con gente inseritasi nella discussione randomicamente che aveva perso gli scambi precedenti generando ulteriore casino. Diciamo che Twitter non è il posto migliore per le lunghe dissertazioni via, già che stiamo ragionado su dinamiche di questo tipo.
Anyway, nella confusione generale, cercherò di fare chiarezza: "gamification is marketing bullshit, invented by consultants as a means to capture the wild, coveted beast that is videogames and to domesticate it for use in the grey, hopeless wasteland of big business, where bullshit already reigns anyway". Questo il quotone che a me ha sempre fatto ridere perchè definisce perfettamente la questione Gamification, in 3 fottute righe. Questo significa amare Bogost e condividere le dozzine di pippe mentali che porta in scena nei suoi scritti? No. Questo significa semplicemente quello che ho scritto. Il concetto di Gamification è l'ennesima cosa studiata a tavolino che racchiude dei semplicissimi concetti, intorno ai quali si sviluppano zilioni di discussioni inutili per cercare dei significati che non esistono. Un po' come quando Kojima (l'avrò detto un fracco di volte penso), mi disse che dietro Metal Gear non c'era nessuno dei meta concetti che la gente vedeva. Non c'erano messaggi segreti sull'umanità o il terzo segreto di Fatima. C'erano semplicemente delle scelte di design legate anche e soprattutto al gusto personale, interpretate spesso dalla critica e da alcuni critici in particolare, per darsi un tono. Faceva gioco, si è cavalcata l'onda. Come per la Gamification, appunto. Tutti ne parlano, tutti la studiano, tutti si scervellano. "È stato riscontrato che l'utilizzo di metodologie ludiche stimola un interesse attivo e misurabile nell'utente l'obiettivo principale è quello di coinvolgere l'utente nell'attività di un sito o un servizio, in modo che le informazioni e messaggi vengano recepite in modo molto più efficace rispetto a un comportamento passivo". Che scoperta. L'uomo, quando si diverte, impara cose e le fa più volentieri. Facciamoci un corso all'università, da mettere vicino a quelli di design magari.


Il principio che si pone alla base della Gamification è quello di utilizzare le dinamiche e meccaniche del gioco: punti, livelli, ricompense, doni. Praticamente la Gamification, l'hanno inventata in Esselunga con la carta Fidaty, solo che "signo' 'a famo 'a tessera?" per far parlare di videogiochi nei saloni e venderli alle grandi aziende, ovviamente, non andava bene. E badate: parlo comunque da ex Marketing Manager di un'azienda di un gruppo B2B, da cui sono passati un fottio di agenzie, individui, persone che mi proponevano cose agghiaccianti, presentate con terminologie agghiaccianti, per esprimere concetti semplicissimi. Ciò detto, va anche bene così: il concetto funziona, la Gamification ormai esiste e soprattutto va via come il pane. Diamo semplicemente la giusta dimensione alle cose. E agli astrusi ragionamenti che certe persone fanno.

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