27 gennaio 2012

4€ AL PEZZO? LA COLPA E' DEI GIORNALISTI (O PRESUNTI TALI)


In questi giorni è stato l'argomento più discusso insieme all'ormai storico #vadaabordocazzo e come sempre quando si affronta la questione si sentono tante cose buone e pure un fottio di minchiate. Sostanzialmente, partendo dalla brutta vicenda del suicidio di uno stagista de Il Sole 24 Ore andato in depressione, pare, anche per il misero stipendio percepito lavorando presso il quotidiano. Ora, quando leggo determinate cose, due domande me le pongo. Io sono un caso eccezionale, me ne rendo conto: da un giorno all'altro sono passato dai campi di calcio a una redazione vera a 1200€ al mese, senza nessuna esperienza (ma solo grazie alla mia faccia di culo).
Ho iniziato con un co.co.co che poi è diventato un indeterminato. Il problema è che quando ho capito che non avrei potuto crescere più di un tot, l'indeterminato l'ho bruciato e sono andato a lavorare a progetto in un ufficio stampa a 700Km da casa, presso il più grosso gruppo italiano nel mio settore. Uno stronzo, secondo molti. Dopo un anno, sono diventato AD di quella società, responsabile di quell'ufficio stampa e di nuovo ad indeterminato, avendo lavorato bene e portato risultati. Nel 2008, per gli stessi motivi per cui avevo cassato il mio primo contratto vero secondo la comune percezione del mondo, ho rinunciato pure al secondo per rimettermi a progetto e provare a fare una cosa che mi stimolava. Non è andata così bene questa volta, eppure mi son trovato nuovamente dalla parte della stampa, operativamente, addirittura a fare l'editore. Non pagavo secondo il tariffario, ma pur sempre 30€ al pezzo per un sito di videogiochi, che quando poi leggi quali e quante testate vanno appunto a 4€ ad articolo, ti senti pure un fico. E quando gentaglia varia ha provato a non pagare gente che per noi aveva lavorato, ho cacciato i soldi di tasca mia: penso alla nostra vecchia PR, oggi mia attuale fidanzata, per cui ho bonificato un paio di volte dal mio conto perchè era giusto così. Il nuovo salto verso un ufficio stampa è arrivato nel 2010, pur non essendo l'unico incarico ottenuto nella mia nuova società. Abbiamo lavorato talmente bene da essere comprati da una holding dal fatturato stratosferico per cui oggi operiamo. Pur occupandomi di altre cose da un bel po', non ho mai smesso di scrivere da freelance qui e lì (per la specializzata, piuttosto che per Il Messaggero o Giornalettismo) ma ho sempre potuto scegliere. Il punto è che oggi posso farlo avendo esperienza. Anni fa, l'ho fatto non svendendomi. I miei stagisti in Pulsar (il primo ufficio stampa di cui ho parlato) guadagnavano 516€ netti al mese, più buoni pasto e facevamo moderatamente i cazzi loro. Di tre stagisti avuti, uno è stato assunto a tempo indeterminato, uno ha rinunciato all'offerta, uno ha cambiato mestiere restando nel settore in cui l'ho introdotto. Il mio stipendio, negli anni, è sempre cresciuto. Il punto è che penso di essere arrivato a questa condizione, anche sembrando stronzo ed arrogante. Io, per 4€, anche quando non contavo una minchia, non ho mai scritto e mai lo farò. E se tutti gli aspiranti giornalisti, a proposte che prevedono condizioni da schiavi rispondessero con un sano vai a fare in culo, non esisterebbero editori sfruttatori o comunque queste situazioni di merda. Certo se poi quel che conta è fare il fico con gli amici perchè c'è la firma suo quotidiano, è un altro conto. E l'ho visto succedere un pacco di volte.

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