23 novembre 2006

A SCUOLA DI FEROCIA CON I VIDEOGAME...


Ma io dico, si può scrivere una tale stronzata? Era un po' di tempo che, fatta eccezione per la solita Rockstar che finisce praticamente sempre nel mezzo delle discussioni a tema, non sentivamo parlare del binomio più amato dagli ignoranti (in materia): videogiochi e violenza.
La combo però, questa volta è arrivata devastante: servizio in prima serata durante il TG5, seguito da trasmissione mattutina in diretta su Radio24, copertina di Panorama e prima pagina su La Stampa. Il tutto per celebrare Rule of Rose che, a dirla tutta, non è neanche questo grandissimo gioco rispetto ai mostri sacri del genere (ovviamente sconosciuti ai vari autori dei servizi), che hanno guadagnato cover ben più specializzate in altri momenti, per evidenti meriti videoludici. In realtà la mia voglia di affrontare il discorso per la miliardesima volta è pari a zero, ma effettivamente in questo caso la situazione è un tantino differente dal solito. Fermo restando che non credo minimamente che Sony non abbia deciso di distribuire il gioco per i suoi contenuti (tanto più che dopo questo sparlare, se ne venderanno carrettate), trovo assolutamente ridicoli i commenti letti e sentiti in questa due giorni veramente paradossale. Fantomatici esperti che sbandierano a destra e sinistra studi che "dimostrerebbero" tutto il male che è racchiuso in diaboliche righe di codice. Associazioni di mamme preoccupate per il futuro dei figli, destinati a intraprendere una brillante carriera da teppisti solo per aver giocato a GTA, che invece non si preoccupano dei messaggi ben più pericolosi, trasmessi da quell'ormai (quasi) inutile contenitore di ignoranza che è la televisione. Intanto però, i videogiochi prendono piede nelle scuole, entrando a far parte del corso di studi di alcuni licei italiani, sono al centro dell’attenzione di università ed enti come il CNR, in grado di produrre persino un prodotto ai livelli di tanti esperimenti commerciali, al termine di un percorso di studi dedicato di fatto a figure professionali di un'industria che ancora non c'è. Io, per non sbagliarmi, anche ieri ho fatto le mie cinque ore su Shadowmoon, nel tentativo di livellare con gli amici uno shamano. Giusto il tempo di fare un paio di missioni con un obiettivo ben preciso: sterminare dozzine di felini di diverse taglie, per portare pelli e frattaglie al trainer, in cambio di esperienza, soldi e qualche nuova skill. Dopo ogni abbattimento, grasse risate e danze di gruppo, tra svariate carcasse sbudellate, di questi poveri animali dal destino già segnato al momento del mio login. Al termine della battuta di caccia, trovata una locanda, ho potuto finalmente andarmene a letto. Ho preso Mimmo, il mio splendido certosino fake (ha la coda tigrata, ma si vede poco) e come tutte le sere ci siamo infilati sotto le coperte insieme, addirittura senza dover caricare prima The Sims 2 Pets.

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