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[SERIE REVIEW] L'ATTACCO DEI GIGANTI (S.1)


I cartoni animati giapponesi sono il male. O meglio: i cartoni animati giapponesi sono sempre stati una figata finchè ho avuto 18 anni, poi ho mollato il colpo dopo una overdose di manga, anime e tutto il resto. Con il tempo, lentamente, ho un po' ripreso.
In realtà con il tempo è un concetto un po' relativo .Se torno indietro con la memoria, ho ben chiara la fase PlayStation quando tra Suikoden, Final Fantasy, Vandal Hearts e compagnia, ho sostanzialmente giocato tutto ciò che di nipponico esisteva, accompagnando anche con il cartaceo e le videocassette (pensate quanta vecchiaia). Poi però, vero, ricordo una fase di rigetto e il progressivo distacco (tranne lato gaming, per ovvi motivi) da serie TV e fumetti vari. Un distacco che ancora dura, de facto, intervallato solo da momenti di folle amore per questa o quella produzione. In tempi recenti è stato il caso di Knights of Sidonia che è un capolavoro inenarrabile  ma anche di Death Note portato avanti a fatica ma comunque gustoso a suo modo. Da poco Netflix ha caricato la prima de L'Attacco dei Giganti e visti i feed super positivi, mi sono lanciato speranzoso verso le 25 puntate che compongono la prima stagione. Bello, poco da dire. Il mondo non sta messo proprio bene: il genere umano vive dentro una mega città stato cinta da mura che la separano dal mondo esterno. Nel mondo esterno vivono i giganti che in passato, agli umani, han fatto tanto male. Si perchè i giganti gli umani se li mangiano ed è strano, in fondo, visto che non hanno bisogno di nutrirsi per sopravvivere, non hanno un apparato digerente, un pizello apparato riproduttivo e girano nudi, spesso con la faccia da ebeti, sbattendo sulle mura di cui sopra la maggior parte delle volte. I giganti, tra l'altro, non provano dolore e si rigenerano. L'unica speranza di abbatterli è segargli un pezzo di collo dietro la nuca, servendosi di armi apposite. Il genere umano è difeso quindi da un esercito di giovani virgulti che utilizzano un sistema di movimento tridimensionale, fatto di ganci e carrucole, per appendersi a destra e sinistra e schizzare dietro la testa dei nemici.



Protagonisti delle vicende raccontate in questa serie, in questa sorta di medioevo alternativo, sono tre ragazzini. Il primo Eren Jaeger, che dopo aver visto la madre sgranocchiata ha deciso di sterminare i giganti, accompagnato da Mikasa Ackermann, amica di infanzia e macchina da guerra spade alla mano, oltre che da Armin Arelet che è quello sfigato del gruppo e quindi ovviamente quello più intelligente. La cosa più impressionante in questa prima season è sostanzialmente lato visual: i cartoni sanguinolenti hanno sempre avuto il loro fascino (io ero un folle amante di BAOH per esempio) e L'Attacco dei Giganti è violentissimo. Anzi, pure peggio, perchè il design di personaggi, environment e giganti stessi (spesso grotteschi per forma e aspetto) stride ancora di più con quei momenti in cui i tanti protagonisti vengono fatti a pezzi, masticati, calpestati, lanciati per aria o sfracellati su muri lasciando in giro arti e interiora a caso. Le fasi action insomma, sono belle e divertenti, seppur intervallate, alla lunga, da troppi troppi discorsi tutti uguali e di qualità quantomeno contestabile, intavolati in maniera adolescenziale dai nostri eroi e da un corollario di genti che vanno e vengono che manco in Game of Thrones. A livello di trama, niente di scontato, anzi. Peccato che il tutto termini con dei grossi punti interrogativi, legati proprio all'origine dei giganti e al passato di Eren, a sua volta capace di diventare uno di loro a comando. In attesa dei nuovi capitoli, ovviamente. Per ora, promosso anche se con qualche riserva.

VOTO 7/10