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[MOVIE REVIEW] CONTAGIOUS


Era un film che volevo vedere da un pezzo, se non fosse perchè avevo sentito qualche parere discordante e qualcuno che aveva parlato anche di The Last of Us (che in verità non c'entra una sega) parlando della trama. Alla fine l'ho recuperato su Sky.
Contagious è una pellicola dell'anno scorso, uscita negli USA con il nome di Maggie. Metacritic freddino, con il suo 52 di media e parecchie recensioni agghiaccianti che parlano di merda vera trash allo stato puro, dialoghi insignificanti e di tante altre cose ben poco lusinghiere. Preparato al peggio dunque, ho cominciato la visione aspettandomi un paio d'ore di piattume totale condito dalle solite stronzate zombie, teste da far saltare e smitragliate visto anche il protagonista: Arnold Schwarzenegger. Niente di più sbagliato. Anzi, completamente l'opposto. Contagious è lento come il fango, c'è da dirlo, però è un film diverso da tutto il resto e che per me, incredibilmente, funziona. Non si tratta della solita apocalisse alla The Walking Dead o in stile L'Alba dei Morti Viventi. Il punto forte di Contagious è proprio la verosimiglianza di una situazione estrema come quella di un'epidemia su scala mondiale, gestita come si gestirebbe una vera epidemia su scala mondiale. Quindi niente orde di cadaveri ambulanti da sterminare, faide tra esseri umani e via dicendo. Semplicemente un virus, che trasforma le persone in mostri, certamente, ma seguendo un iter ben preciso e angosciante dal momento del contagio fino alla mutazione in un essere pericoloso e, comunque, carnivoro.



Un iter di diverse settimane, culminante con una quarantena imposta dal governo da attivare in un momento preciso. E Contagious è la storia di un padre, Schwarzenegger per l'appunto, devastato dalla condizione della figlia malata, in costante peggioramento, che non viene mai abbandonata. Mai. Pur peggiorando a vista d'occhio, pur diventando un mostro, pur avviandosi a diventare una pericolosissima cannibale senza controllo, attratta dall'odore della carne. E qui va detto che anche Arny, senza un bazooka in mano, sembra quasi un attore: un anziano capofamiglia che porta sulla (grosse) spalle il peso di un mondo alla sfascio, di una famiglia distrutta e di una figlia morente. Peggio, se vogliamo: il di una figlia destinata a mutare in un qualcosa di aberrante e condannata a un dolorosissimo trapasso. Ansia. Tanta. A fiumi. Proprio perchè per una volta non ci sono eroi, non c'è speranza, non c'è via d'uscita. Consigliatissimo.

VOTO 8/10