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[SERIE REVIEW] BETWEEN (S.1)


Non sembra essere piaciuta a tutti questa miniserie canadese prodotta da Netflix e sarà forse per questo che ho deciso di parlarne anche io. Anche perché, indovinate? A me è piaciuta.
Intendiamoci, non avevo alcun tipo di aspettativa, stavo cercando qualcosa di easy che possibilmente non contasse settordici stagioni da settordicimila puntate da un'ora l’una, perché non ce la potevo proprio fare. Ecco, se avete bisogno di un riempitivo che non sia troppo complesso, noioso e magari vi intrighi pure un pochino, credo che Between faccia proprio per voi (6 episodi in tutto). Nonostante l'atroce dubbio che vi coglierà nei primi minuti, ovvero che si tratti della solita serie teen all'americana con giocatori di football, cheerleader e nerd sfigati in ogni dove (che ci sono, eh, ma l’apparenza può ingannare), Between racconta l’inquietante vicenda del paesino di Pretty Lake, disperso in mezzo alle pianure canadesi, dove un bel giorno, naturalmente senza apparenti spiegazioni, iniziano a morire tutti come mosche. Letteralmente, intendo: da un momento all'altro, un sussulto, un fiotto di sangue dalla bocca e fine, tutti stecchiti. Il governo brancola palesemente nel buio (o nasconde qualcosa?) ma nonostante ciò invia videomessaggi pseudo rassicuranti ai cittadini rimasti in vita, dopo aver provveduto a metter in quarantena l’intero paese a causa dell'epidemia, con tanto di alte recinzioni elettrificate, campi minati e forze speciali armate fino ai denti a controllare il perimetro. Nessuno può entrare o uscire, niente aiuti effettivi, medici, provviste, niente di niente, ad eccezione di questi saltuari messaggi decisamente inquietanti, con l'evidente unico scopo di non far scoppiare un panico che sarebbe del tutto legittimo. Una situazione disperata per i pochi superstiti.



L'arguto nerd genialoide della cittadina Adam però (Jesse Carere), sbirciando il computer dello zio medico, morto per l’epidemia, si accorge di come le numerosissime vittime abbiano tutte più di 21 anni. Ed è qui che Between non può non ricordare Il Signore delle Mosche di William Golding: la cittadina di Pretty Lake è completamente nelle mani di bambini ed adolescenti, che si trovano ad affrontare la vita senza adulti, cercando di mantenere una qualche struttura sociale e gerarchica per non piombare nell'anarchia più totale, con tutti gli ostacoli che la situazione comporta. Le vite di Wiley (Jenette McCurdy), adolescente al nono mese di gravidanza, Mark (Jack Murray), giovane detenuto nel carcere locale, Chuck (Justin Kelly), bamboccio ricco e viziato, Gord (Ryan Allen), figlio di un fattore sul lastrico che aveva scelto di arruolarsi nell'esercito e di tanti altri, subiranno un tremendo stravolgimento, e si intrecceranno, in modi prevedibili e non, nel tentativo disperato ed univoco dei protagonisti di salvare sé stessi e quel che resta della propria città. Netflix ha già confermato l’arrivo, nel 2016, di una seconda serie, dove speriamo verranno approfondite le spiegazioni appena accennate nel finale di stagione.

VOTO 7/10