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[XBOX ONE REVIEW] NEVERWINTER


Ricordo con terrore, milioni di anni fa, quando ero caporedattore di Xbox Magazine, la prospettiva di dover giocare un MMO su console con il pad. Era l'annuncio di True Fantasy Online sulla prima Xbox, anno 2002. Una roba pure bella da vedere, sviluppata tra l'altro da Level 5, di certo non dagli ultimi arrivati. Ho avuto la fortuna di fare un giro, non ricordo neanche in che occasione, prima della cancellazione dovuta alla complessità del progetto sicuramente troppo avanti per l'epoca e per quel Live che all'epoca, di certo, non era quello attuale.
Di MMO su console poi, negli anni, si è persa ogni traccia ma il mondo è andato avanti e oggi, anno del Signore 2015 e epoca del Free to Play dagli alti margini, cominciano ad arrivare giochi di qualità anche per un genere che di sicuro è stato sempre molto distante in termini di target dal pubblico Xbox. Parliamo quindi di Neverwinter che dopo aver conquistato l'utenza PC è arrivato su Xbox One con un pacco di buone premesse e qualche mese di vantaggio su The Elder Scrolls Online, di cui parleremo poi. Non ho giocato la versione desktop, ma la più grossa mancanza rispetto all'originale del 2013 è sicuramente la mancanza dell'opzione Foundry per la customizzazione delle quest. Una brutta cosa, considerando che parliamo del setting per eccellenza di D&D, afflitto in questa versione da diversi problemi di framerate (più che altro veri e propri freeze indipendenti però dalla mole di elementi su schermo ma spesso randomici e probabilmente legati a un'ottimizzazione approssimativa del net code).



Messa così, non pare proprio una situazione ottimale ma considerando l'offerta completamente gratuita, il discorso cambia. Si tratta pur sempre di spendere qualche soldino arrivati al cap per migliorare il proprio PG, ma per raggiungere il livello 60 potrete divertirvi una quarantina di ore senza problemi in un environment evocativo ricco di chicche per gli appassionati, svolgendo quest ben bilanciate e potendo apprezzare un combat system real time diverso dal solito. Tra le cose più interessanti c'è la gestione dei minion che potrete acquistare per accompagnarvi in gioco, potendone potenziare equipaggiamento e skill fino a un tot, a seconda del compagno individuato. Particolare anche il crafting, slegato dalle solite dinamiche di farming tipiche dei WoW-like e impostato come in un browser game a tempo in stile Travian, con un counter legato ad ogni missione, allo scadere del quale potrete riscuotere dei premi utili per fare cose, produrre oggetti rari, incantare etc. E poi un'infinità di oggetti, mount, perk legati all'ambientazione che a conti fatti resta la migliore dedicata a D&D dopo l'esperimento Dragonshard miseramente fallito. Ogni area avrà naturalmente la sua istanza legata al boss di turno, ripetibile a piacere, da affrontare in gruppo così come le diverse arene PVP che comunque, paradossalmente, appare l'aspetto più trascurato del gioco, quasi come a voler spingere di più l'utente verso un PVE strutturato che indiscutibilmente resta il fulcro di tutta l'azione. Ingestibile la chat, via pad, nonostante una buona accessibilità della UI che visto il grande numero di opzioni, rischiava di essere una delle più grosse incognite per la release. Nel complesso, parlando di un prodotto gratuito, niente da dire. Promosso.

VOTO 8/10