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[PC REVIEW] HOTLINE MIAMI


Alla vigilia dell’ennesimo salto generazionale, stupisce come sia ancora possibile restare a bocca aperta per una piccola produzione indipendente, PC/Mac only, arrivata a sorpresa su Steam per conquistare il pubblico. Hotline Miami è un concentrato puro (letteralmente: si tratta di meno di 200MB di download) di azione, divertimento e classe. L’apparenza rétro, che strizza l’occhio a un glorioso passato videoludico, cela infatti una perla di quelle che lasciano spazio a giudizi senza mezze misure: amerai il gioco o lo detesterai a morte, per una lunga serie di motivi.
Parliamo di un action incentrato su gameplay top-down come il primo indimenticabile Grand Theft Auto, dalle dinamiche molto molto semplici: dovrai portare a termine una serie di missioni assegnate da una segreteria telefonica, che segnerà ogni mattina il risveglio del tuo alter ego (senza identità, senza un passato). E non intendiamo un personaggio qualsiasi, ma di un sicario che dovrà mettersi in macchina (una DeLorean, mica robetta) e attraversare una Miami anni del 1989, andando a ripulire letteralmente una sala giochi piuttosto che un bar o un night, per poi fare ritorno alla base. Per portare a termine il lavoro, potremo servirti di un vero e proprio arsenale composto da mazze, coltelli, pistole, fucili e molto altro, da alternare sapientemente per evitare di attirare troppa attenzione e relativi problemi, considerando anche le dinamiche studiate dal team di sviluppo: un colpo e sarai costretto a ricominciare. Oltre ai ferri del mestiere, potremo poi scegliere per ogni sortita una differente maschera, da indossare per ottenere poteri speciali: con la testa di cavallo, per esempio potrai liberarti del nemico a sportellate, mentre la faccia di maiale renderà alcuni oggetti utili più visibili di altri.



La scelta aumenterà proseguendo l’avventura, potendo collezionare poi anche preziose informazioni sui reali motivi alla base dei diversi incarichi e di una trama solo apparentemente trascurata, ma che in realtà è il vero punto di forza del titolo. Tutti gli elementi relativi alla vita del protagonista e ai delitti da compiere, porteranno a un quadro chiaro della situazione nel finale, arricchendo anche di un inaspettato spessore questa perlina indipendente che sicuramente farà ancora discutere. Graficamente, come dicevamo, l’omaggio all’epoca 8-bit salta immediatamente agli occhi, così come il gameplay dalla ripidissima curva d’apprendimento che pur sembrando banale e scontato, costringerà a ragionare prima di entrare a pistole spianate in una stanza piena di avversari.

VOTO 8/10

(da Wired)