27 maggio 2012

DRAGON'S DOGMA MEGLIO DI SKYRIM (PER ORA)


La scimmia era nata potente, lo sapete già. Poi è un po' scesa, causa altre release tipo Dragon Age II, Skyrim e persino il più recente The Witcher. Nel mezzo, quando per un attimo ho temuto il fail, Colonia, seguita anche dalle critiche aspre di qualcuno dopo il Captivate, dove onestamente non capivo più nulla. Il punto però è che a un certo momento i giochi escono e quello che conta è solo cosa ti lasciano, pad alla mano.
E pad alla mano, Dragon's Dogma, incredibilmente, mi sta prendendo più di Skyrim. Ora, per chi avesse perso le puntate precedenti, va ricordato quanto io sia fanboy Bethesda e quanto abbia lasciato in termini di neuroni sul gioco. La sparata quindi, potrebbe apparire grossa ma in realtà penso di conoscere il gioco Bethesda discretamente bene e dopo circa 25 ore con il gioiellino Capcom, posso affermare con certezza che neppure per il mio nord ero così tanto preso bene all'inizio. Si perchè Dragon's Dogma, alla fine, è una scopiazzatura bella e buona di tutto ciò che di buono gli occidentali hanno fatto propinando open world a manetta negli ultimi anni. Un action, un GdR, un sandbox che strizza l'occhio proprio a Skyrim ma richiama nel design Dark Souls e tutto quanto di bello offre la sponda orientale del gaming a livello artistico. I mostri fanno impressione, il design di ogni cosa è allucinante e gli scenari suggestivi. La trama non sarà splendida ma i dialoghi vanno via bene, le pedine non sembrano lì a smacchiare i giaguari e la voglia di esplorare (nonostante a livello lore ci sia in realtà poco da sapere rispetto ad altre produzioni) aumenta mano a mano che si arriva in aree mai viste. Una cosa che a me poi fa impazzire, è la possibilità di essere spappolati in un colpo. Cosa che molti giochi consolizzati negli anni non ti consentono di sperimentare. Come a dire: se giri di notte, sono anche un po' cazzi tuoi. Se incontri un drago a passeggio (mi è capitato) e sei vestito come un pezzente con un party di 20°, non lamentarti se ti scoppia la faccia con una palla di fuoco. L'opzione è la fuga e la cosa, a suo modo, è fomentante. Non sembra infatti, ma nel menare mazzate dovrete fare attenzione a chi e cosa picchierete, come e perchè. Nonostante la confusione in determinati frangenti, dovrete pensare al da farsi o sarete arati sistematicamente insieme alla truppa, con tutto ciò che ne consegue. Da qui, la riflessione fatta poco sopra: spesso e volentieri, correre via sarà una strategia ottima per portare a casa le chiappe e non bruciare il salvataggio.

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