04 gennaio 2016

[SERIE REVIEW] KNIGHTS OF SIDONIA (S.1)


Da troppo tempo non guardavo una serie animata sui robottoni. Da secoli non guardavo una serie animata giapponese. E poi all'improvviso ci pensa Netflix a sistemare tutto. In maniera totalmente inaspettata tra l'altro.
La mia fase mangofila è durata qualche anno: ai tempi del liceo ho accumulato una quantità imbarazzante di fumetti di ogni tipo dopo aver letto Video Girl Ai. Se VGA però mi è rimasto nel cuore, con riletture periodiche costanti, tutto il resto ha perso di interesse e con Final Fantasy VII anche nei videogiochi ho lasciato da parte il Giappone. Sponda animazione, stesso percorso: dagli interminabili pomeriggi su Junior TV fino a qualche DVD tipo Lodoss o il sempreverde Macross, si è passati al nulla. Un recente ritorno di fiamma verso Goldrake e soci tuttavia, abbinato all'arrivo di Netflix su One, mi ha spinto a guardare l'offerta on demand anche da questo punto di vista. Sono finito dunque a guardare Knights of  Sidonia, una delle tante esclusive per il servizio, finendo per divorarlo in una giornata. Parliamo di un qualcosa di mostruosamente stiloso da guardare, con un mecha design pazzesco e una storia contorta (anche a causa di qualche problemino di localizzazione, disponibile solo attraverso i sottotitoli) ma impostata in maniera verosimile con tanti riferimenti alla scienza. L'intera avventura prende vita su Sidonia, una sorta di arca partita dalla Terra all'indomani della completa distruzione del Sistema Solare da parte dei Gauna, alieni mutaforma votati alla distruzione dell'uomo e attratti da un raro materiale custodito all'interno dell'astronave. Sidonia è popolata dagli eredi della razza umana, degli ibridi in grado di nutrirsi tramite fotosintesi, proprio come le piante, riproducendosi anche in maniera completamente asessuata grazie all'ingegneria genetica.



Nell'anno 3394 la gran parte dei giovani viene addestrata dalla nascita per diventare pilota e fronteggiare i Gauna, distruttibili unicamente attaccando una specie di nucleo nascosto sotto una placenta e infilzabile solo grazie all'utilizzo delle lance Kabizashi. Delle armi rare utilizzate dagli ufficiali più abili delle squadre di attacco costituite dai Difensori, mecha che ricordano un po' i Veritech di Robotech, alimentati dall'energia Hegius. Protagonista della serie è Nagate Tanikaze, un giovane cresciuto sottoterra che non aveva mai avuto rapporti con i più evoluti coetanei, arrivato in superficie messo al comando dello Tsugumori, un Difensore più vecchio di una generazione rispetto agli altri, ereditato però dal ragazzo a causa delle sue particolari abilità e da un passato da cui emergeranno tutta una serie di verità e situazioni che arricchiranno ulteriormente il plot. Tantissimi i personaggi da scoprire puntata dopo puntata (12 in tutto) con menzione d'onore per la signorina Hiyama, un'orsa parlante che non c'entra niente con il resto, ma fa ridere parecchio (così come le tante vicissitudini di Nagate). Da vedere, venendo a patto con la questione del giapponese e dei sottotitoli senza doppiaggio.

VOTO 8/10